Le Belle Donne della ceramica di Faenza

5 gennaio 2014

In occasione della mostra “Dulcissima Gens Manfreda“, che celebra i 700 anni dall’inizio della Signoria dei Manfredi, il Comune di Faenza ha chiesto ai ceramisti di realizzare 4 mattonelle esagonali ispirate al Rinascimento Faentino.

Piatto Iulia Bela - Museo delle Ceramiche di FaenzaA La Vecchia Faenza abbiamo scelto di dipingere su maiolica quattro figure femminili, ispirandoci alle “Belle Donne” tipiche della ceramica faentina del Quattrocento.

Le “Belle” sono maioliche sulle quali veniva ritratta una giovane donna, spesso dal generoso décolleté e riccamente vestita, alla quale l’oggetto veniva dedicato. Solitamente sullo sfondo del ritratto veniva graffito, o dipinto, il nome della fanciulla accompagnato dall’aggettivo “bella”, come Iulia Bella, Maria Bella, Diana Bella.

Per queste quattro mattonelle abbiamo invece scelto di associare a ciascuna figura un brano dal Canzoniere di Francesco Petrarca dedicato alla bellezza femminile. Il dipinto e il brano assieme celebrano così l’ideale di donna del Rinascimento: modesta, casta, e virtuosa, ma capace con stratagemmi esclusivamente femminili di infiammare il più granitico dei cuori!

“Non sa come Amor sana, et come ancide,

chi non sa come dolce ella sospira,  

et come dolce parla, et dolce ride”

Ritratto di donna rinascimentale su maiolica

“Le crespe chiome d’òr puro lucente

e ‘l lampeggiar de l’angelico riso,

che solean fare in terra un paradiso”

Ritratto di donna rinascimentale su maiolica

“Erano i capei d’oro a l’aura sparsi

che ‘n mille dolci nodi gli avolgea,

e ‘l vago lume oltra misura area

di quei begli occhi ch’or ne son sì scarsi”

Ritratto di donna rinascimentale su maiolica

“Pascomi di dolor, piangendo rido;

egualmente mi spiace morte e vita:

in questo stato son, donna, per voi.”

Ritratto di donna rinascimentale su maiolica