La nostra storia

La nostra è la storia di due realtà distinte, entrambe radicate nel territorio faentino e votate all’artigianato ceramico. Le storie di La Vecchia Faenza e Laura Silvagni si uniscono nel 2004: da allora proseguono fianco a fianco.

La Vecchia Faenza

Le origini

La nostra storia comincia nel 1967 in via De Gasperi a Faenza, dove un giovane imprenditore, Gino Suzzi, inaugura la bottega “Vecchia Faenza”. Fin da subito si specializza nella produzione di ceramica tradizionale di Faenza, cosa rara poiché le botteghe artigiane nate in quegli anni proponevano perlopiù ceramiche contemporanee.

I decoratori della Vecchia Faenza sono prevalentemente giovani usciti dalla scuola ceramica, con alcune eccezioni: ad esempio una delle prime dipendenti è una ragazzina senza esperienza, Laura Silvagni…

All’inizio c’è grande richiesta di ceramica graffita, una tecnica decorativa antichissima (già nota in età preistorica!) che consisteva nell’incidere il disegno sullo strato di argilla bianca, facendolo apparire per contrasto con lo strato sottostante di argilla nera.

Nel 1969, anno in cui ci trasferiamo in via Sant’Ippolito 23/A (la sede attuale), iniziamo a puntare forte sulla maiolica, la tecnica che ha reso Faenza celebre nel mondo fin dal Rinascimento.

Negli anni ‘70 l’attività viene estesa ad alcune località turistiche: dalle trasferte sul Lago di Garda con il camioncino pieno di ceramiche al negozio a Lido degli Estensi durante la stagione estiva, i clienti sono principalmente turisti tedeschi.

L’epoca delle fiere

Nel 1978 La Vecchia Faenza partecipa al Macef, il Salone Internazionale della Casa di Milano. Siamo i primi e unici ceramisti di Faenza presenti; negli anni successivi altri artigiani faentini seguiranno il nostro esempio. Il buon riscontro ottenuto al Macef ci porta a frequentare altre fiere a Roma e Firenze, oltre a esposizioni in Europa e negli Stati Uniti. La frequentazione delle fiere prosegue negli anni ‘80, periodo nel quale La Vecchia Faenza conta 13/14 dipendenti.

Dai ‘90 all’Euro: grandi cambiamenti

Gli anni ‘90 sono un decennio di grandi cambiamenti per La Vecchia Faenza. L’attività commerciale si concentra sulla vendita al dettaglio e nel 1992 viene reso visitabile il laboratorio ai clienti e alle persone di passaggio; una scelta molto apprezzata dai turisti stranieri e dagli appassionati di ceramica in generale.

Nel 2004 Gino Suzzi va in pensione e cede l’attività a Laura Silvagni. Laura, già proprietaria dell’omonima bottega in Corso Garibaldi, concentra il laboratorio in via Sant’Ippolito e affronta con ottimismo l’arrivo dell’Euro.

La Vecchia Faenza sbarca sul web

Nel 2008/2009, La Vecchia Faenza cerca nuovi canali e nuove vetrine per le sue ceramiche artistiche. Il sito internet www.lavecchiafaenza.it e la pagina Facebook aprono nel 2010, due anni più tardi inaugura anche l’e-commerce www.ceramicafaenza.it. Oggi i nostri siti sono diventate due importanti vetrine virtuali che interagiscono e completano l’offerta dei negozi tradizionali di via Sant’Ippolito e Corso Garibaldi.

Nel 2014 la figlia di Laura e Gino, Elisa, entra a far parte dell’attività con l’intento di proseguire la produzione, sempre votata alla tecnica e agli stili tradizionali faentini.

Laura Silvagni

Dopo un decennio da decoratrice per La Vecchia Faenza, Laura Silvagni decide di metter su bottega. È il 1977 quando apre il laboratorio: la produzione di ceramica artistica si discosta fin da subito dal tradizionale faentino per abbracciare il raffaellesco, cioè uno stile decorativo più vicino alla pittura che propone elementi e forme dell’arte di Raffaello Sanzio.

I pezzi, firmati “Laura Silvagni”, presentano al centro paesaggi rurali, nature morte e altre scene ispirate alle opere di importanti pittori del passato. Portati a fiere e manifestazioni insieme a quelli de La Vecchia Faenza o direttamente come Laura Silvagni, riscuotono un buon successo e il nome della ceramista faentina comincia ad affermarsi nel settore.

Il 1981 è un anno importante per Laura e le sue ceramiste, segnato dall’incontro con Giovanni Pretolani, ceramista in pensione che ha visto in Laura l’allieva ideale. Tra loro si instaura quasi subito un rapporto che vede Pretolani all’inizio nei panni dell’insegnante, poi anche del decoratore. Dotato di una fantasia sconfinata, Pretolani realizza numerosi spolveri originali e si rivela maestro nella tecnica del chiaroscuro, contribuendo al miglioramento tecnico e stilistico dei pezzi prodotti dalla bottega. Il rapporto di amicizia e collaborazione prosegue fino al 2004, anno della scomparsa di Pretolani: aveva 99 anni!

Nel 1985 apre il negozio in corso Garibaldi 12/a, l’attuale sede, e comincia la vendita diretta.

Le maioliche Laura Silvagni sono state donate, tra gli altri, al pontefice Giovanni Paolo II e al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, quali esempi di alto artigianato artistico italiano.

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