Stili decorativi

I principali stili decorativi della ceramica faentina

Stile Severo decoro a Pavona

Lo stile a Pavona risale al ‘400 ed è ispirato all’occhio di penna di pavone. È caratterizzato da una ricca policromia e un grande effetto decorativo. Nel grande impiego che ne fecero i maestri maiolicari faentini si è voluto vedere un omaggio alla giovane Cassandra Pavoni, che fu amata da Galeotto Manfredi, signore di Faenza.

Piatto decorato a Pavona. Fine del XV secolo.

Stile Severo decoro a Palmetta persiana

Decoro di ispirazione esotica che riproduce motivi tipici delle stoffe rinascimentali d’Oriente.

Utilizzato per le pavimentazioni di maestranza faentina della Cappella Vaselli di S. Petronio in Bologna (1487), fu largamente impiegato dalle botteghe faentine della seconda metà del ‘400.

Stile Bello

Piatto con ornato a grottesche e cavetto istoriato con raffigurazione di “Atteone mutato in cervo”, 1530-1535.

Stile Compendiario

Stile che si sviluppò nelle botteghe faentine della seconda metà del ‘500 come reazione all’eccessivo cromatismo del secolo precedente. Da allora in avanti si vedranno sempre più maioliche dipinte con colori languidi, con figure di putti e brevi tocchi di turchino quali uniche decorazioni sopra il candore vellutato dello smalto stannifero.

L’immagine raffigura due obelischi e un piatto traforati con stemmi congiunti delle famiglie Ghisilardi e Spada in stile Compendiario, Faenza 1636 circa. Accompagnava la credenza nuziale realizzata per le nozze tra i Ghisilardi, nobile famiglia bolognese, e gli Spada principi di Brisighella (RA).

Stile Berrettino

Lo stile Berrettino si identifica per il caratteristico smalto di tonalità grigio-azzurro (dialettale Bartè) impiegato dai maiolicari faentini nel XVI secolo, forse di ispirazione orientale.

Sullo smalto Berrettino sono a volte dipinti motivi ornamentali (arabeschi, grottesche, ghirlande, frutti, trofei, stemmi di famiglie, medaglioni, putti…) in bianco con tratto filiforme oppure in vivace policromia.

Fiasca in stile Berrettino di nostra produzione.

Decorazione a Garofano

Caratterizzato da un giardino giapponese su cui campeggia un grande fiore, il cosiddetto “garofano delle indie”. Lo stile a Garofano è di ispirazione esotica (cineseria).

Fu largamente impiegato nel vasellame faentino di fine ‘700.

Zuppiera con decorazione garofano. Manifattura Ferniani, XVIII secolo.

Decorazione a raffaellesche

Ornamentazione del Rinascimento che trae spunto dalle decorazioni plastiche e pittoresche che, a partire dal ‘400, si andavano scoprendo negli scavi di antichi edifici della Roma di Nerone.

Le decorazioni sono costituite solitamente da forme vegetali ed animali, candelabri, arabeschi, ghirlande, festoni, finte architetture, figure mitologiche, in briose e vivaci composizioni.

Molto diffuso nel secondo 800 faentino, è caratterizzato da grottesche e arabeschi a fondo blu e scene pittoriche ispirate a grandi artisti quali Boucher, Fragonard e Carot.

Nell’immagine, grande anfora decorata “a raffaellesche” con una scena di storia romana: la sottomissione dei Galli a Cesare. Antonio Patanazzi, XVI secolo.