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La tecnica della maiolica di Faenza

La tecnica della maiolica è molto antica e si tramanda e pratica a Faenza dal Rinascimento. I metodi e i materiali sono praticamente invariati da secoli, così che ogni oggetto realizzato oggi porta con sé secoli di tradizione.

La tecnica si può riassumere in queste fasi:

  1. Realizzazione della forma in argilla e prima cottura per ottenere il biscotto
  2. Applicazione della maiolica (lo smalto base) per immersione o aspersione
  3. Preparazione del disegno e dello spolvero
  4. Decorazione a pennello
  5. Applicazione della cristallina a spruzzo
  6. Seconda cottura “a gran fuoco”

Realizzazione della forma in argilla e prima cottura

Le terre dei dintorni di Faenza sono ricche di argilla, una materia particolarmente plastica e adatta a realizzare forme anche molto complesse.

Il manufatto in argilla, formato al tornio o tramite uno stampo, viene fatto essiccare e successivamente cotto a 980° C, per ottenere la terracotta che chiamiamo biscotto.

spugnatura del biscotto di ceramica prima della smaltatura

Applicazione della maiolica

La peculiarità della ceramica di Faenza è la maiolica, uno smalto vetroso che grazie alla presenza dell’ossido di stagno diventa particolarmente bianco e lucente con la cottura ad alte temperature.

L’oggetto in biscotto viene ricoperto di maiolica per immersione o per aspersione. A questo stadio l’oggetto smaltato è molto delicato in quanto la superficie è polverosa e volatile.

Preparazione del disegno e dello spolvero

La tecnica della maiolica di Faenza è caratterizzata dall’estrema precisione della decorazione e dalla ricchezza dei suoi disegni. Per questo motivo la decorazione a pennello raramente viene eseguita a mano libera.

Per la maggior parte delle decorazioni tradizionali è necessario preparare uno spolvero, una traccia da seguire col pennello. Il motivo decorativo viene disegnato su un foglio di carta velina, e successivamente forato con un sottilissimo ago. Questo spolvero viene posizionato accuratamente sull’oggetto da dipingere e vi si passa sopra del carbone in polvere, il quale lascia una traccia che possiamo seguire con il pennello. I residui di carbone scompaiono poi durante la cottura.

Decorazione a pennello

I colori utilizzati per la decorazione sono ossidi di metalli o minerali, e sono diluiti con acqua. Alcuni di questi colori cambiano la tonalità dopo la cottura a gran fuoco: il “Blu Faenza”, ad esempio, prima della cottura è violetto.

Le pennellate devono essere fresche, ma molto precise: è praticamente impossibile correggere gli errori.

decorazione con pennello della ceramica artistica

Si segue con accuratezza la traccia dello spolvero e si eseguono prima i contorni con pennelli molto fini, poi si riempiono le aree da colorare, strato dopo strato.

Una delle maggiori difficoltà è comprendere la corretta diluizione del colore e lo spessore da stendere.

Applicazione della cristallina

L’oggetto decorato viene ricoperto a spruzzo di cristallina, una sostanza vetrosa trasparente che, fondendo durante la cottura, conferisce alla superficie la brillantezza tipica della maiolica di Faenza.

la ceramista Laura Silvagni spruzza la cristallina prima di infornare le ceramiche

Seconda cottura a Gran Fuoco

Il forno deve essere allestito accuratamente: la maiolica o la cristallina non devono toccare le pareti o la base di appoggio altrimenti, fondendo, si attaccherebbero.

La cottura avviene a circa 930° C e la temperatura deve salire e scendere molto lentamente: occorrono circa 12 ore per salire di temperatura e altre 12 per scendere e poter aprire il forno.

il forno dopo la cottura delle ceramiche artistiche

Una ceramica così realizzata è un oggetto prezioso, resistente e duraturo: la decorazione resterà brillante per sempre, come testimoniano i numerosi oggetti esposti al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza.