Quest’anno ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia (insieme a Santa Caterina): le celebrazioni culmineranno nella festa del 4 ottobre, che dal 2026 tornerà a essere una festività anche civile con chiusura delle scuole e trattamento retributivo festivo per i lavoratori.
Noi lo ricordiamo con questa targa rotonda in maiolica a rilievo, che lo ritrae con le stigmate e circondato da “frate lupo” e dagli amici uccelli (la trovi anche nel nostro shop online).
San Francesco continua a ispirare non solo i credenti
I valori che Francesco ha abbracciato e incarnato sono forse ancora più attuali oggi dell’epoca in cui ha vissuto:
- l’amore per il creato e il rispetto per l’ambiente, testimoniato anche dal Cantico delle Creature
- la povertà materiale e spirituale, per trovare ciò che è veramente essenziale nella vita
- l’impegno per la pace e il dialogo: non tutti sanno che nel 1219, nel bel mezzo della quinta crociata, Francesco incontrò il sultano d’Egitto (nipote del celebre Saladino). L’incontro fu un tentativo di trovare la via per la pace e una tappa fondamentale per l’avvio del dialogo interreligioso tra cristiani e musulmani.
Ci piace ricordare l’episodio con il lupo di Gubbio: secondo la tradizione, la cittadina di Gubbio era terrorizzata da un feroce lupo che predava il bestiame e anche le persone (!). Gli abitanti di Gubbio chiesero aiuto a Francesco e questi, incontrato il lupo, lo addomesticò, rimproverandogli le gesta violente ma riconoscendo che erano dovute alla fame e alla disperazione. Francesco e “frate lupo” fecero un patto: se il lupo avesse cessato gli attacchi, la popolazione di Gubbio lo avrebbe nutrito e curato.
Una storia che racconta la possibile armonia tra uomo e natura, ma anche la necessità di perdonare ed essere compassionevoli.
Anche oggi il lupo viene spesso visto come una minaccia, ma dovremmo apprezzarne il contributo all’equilibrio dell’ecosistema territoriale: il lupo, in quanto superpredatore, aiuta a mantenere sotto controllo la popolazione di cinghiali, cervi, caprioli, camosci e nutrie, riducendo i danni alle colture e agli argini dei fiumi, favorendo la rigenerazione boschiva e migliorando la salute della fauna selvatica attraverso la selezione naturale.
Anche oggi, come allora, abbiamo bisogno di stringere un patto col lupo e, più in generale, con la natura che ci circonda, per riscoprire la bellezza di vivere in pace e armonia.



